lunedì 25 ottobre 2010

Casta cara

http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=314 (Grazie Magog!)

ROMA - Un segnale importante. La politica italiana, sempre considerata furba e ladra, ha potuto ribaltare questi giudizi di valore, assolutamente pregiudiziali nonché diffamatori.
E' stato Antonio Borghesi, deputato Idv, a dare la possibilità alla cosiddetta "casta" di redimersi e dimostrare al popolo di non essere quell'eterna sanguisuga che da anni succhia il denaro dalle tasche dei lavoratori.
Borghesi ha proposto l'abolizione del vitalizio che spetta ai politici dopo solo 5 anni di attività, perché, secondo lui, tutto ciò risultava essere un'enorme ingiustizia nei confronti di coloro i quali devono versare i contributi per 40 anni per ottenere la pensione. Ovvero, i cittadini che lavorano.
Ebbene, la proposta di Borghesi ha scosso le coscienze politiche. Ben 22 parlamentari su 520 hanno votato a favore. Contrari solo 498 politici.
Come si diceva, un segnale importante. Naturalmente, passa in secondo piano il fatto che i 22 favorevoli facciano parte del gruppo Idv.
Tuttavia, 5 parlamentari si sono astenuti e i presenti hanno organizzato in tempi rapidi un giro di scommesse interno, sperando di individuare gli indecisi. Mentre i pidiellini guardavano con occhio torvo i finiani, i leghisti hanno subito scommesso sui radicali; il pd ha puntato sulle sopracciglia di Casini, mentre il partito di quest'ultimo, rievocando il passato, si è rimesso a Dio; gli orazi hanno accusato i curiazi e viceversa; i guelfi hanno puntato sui ghibellini; Ratzinger ha affermato che "la pace è più forte della guerra" e Gabriel non tornerà nei Genesis.
Comunque sia andata a finire, gli astenuti, una volta rivelatisi, hanno potuto affermare di aver sofferto di un forte dilemma morale, sintetizzabile nella domanda: "è giusto rinunciare ai soldi per rispettare il lavoro di milioni di persone?". Comprensibile la loro sofferenza.

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